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Protesi al silicone e body scanner

Protesi al silicone e body scanner - Dott. Massimiliano Tripoli
Privacy a rischio per chi porta protesi estetiche al seno, ai glutei o al pene. I body scanner installati negli aeroporti, evidenziano infatti oltre al contorno corporeo proprio l'eventuale presenza di protesi. Lo segnala la Sicpre, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. «Le protesi in materiale sintetico per usi diversi, soprattutto estetici, si trovano poco sotto la pelle e hanno una densità che le differenzia dai tessuti naturali; di conseguenza sono visibili e riconoscibili. Per la precisione, le immagini del body scanner possono facilmente evidenziare la presenza di protesi al seno, protesi muscolari nei glutei o nelle gambe, agli zigomi o al volto, al pene». In sostanza, le immagini prodotte dal body scanner rivelano inequivocabilmente che una persona ha delle protesi anche quando non vorrebbe farlo sapere. Per questo l'uso generalizzato di tali apparecchi comporta problemi di privacy dei quali il pubblico deve essere a conoscenza.

Scandalo in Francia: protesi PIP al silicone cancerogeno

Scandalo in Francia: protesi PIP al silicone cancerogeno - Dott. Massimiliano Tripoli
Francia: seni al silicone cancerogeno. Anche in Italia a rischio 5000 donne.
 

Il rischio è quello di poter sviluppare tumori. Per questo, in Francia 30.000 donne che hanno avuto impiantata una protesi al seno di tipo Pip sono state richiamate dalle autorità sanitarie per rimuovere le protesi incriminate che, benchè fuori dal mercato da circa due anni, fanno paura pure in Italia. Sarebbero infatti circa 4-5.000 le donne che nel nostro Paese hanno una protesi di questo tipo.

E se in Francia l'allarme cresce - le donne interessate dovranno rimuovere le protesi prima del fine settimana - il ministro della Salute Renato Balduzzi, alla luce dei fatti, ha convocato d'urgenza il Consiglio superiore di sanità per un parere. Le protesi, fabbricate dal 2001 dall'azienda francese Poly implant prothese (Pip) ed oggi fuori dal mercato, sono finite sotto accusa poiché fabbricate con silicone diverso da quello dichiarato alle autorità sanitarie e destinato invece ad usi industriali. Possono perciò lacerarsi provocando infiammazioni, ma anche, secondo vari esperti, forme tumorali. "Secondo una stima generale - spiega il chirurgo plastico Giulio Basoccu, dell'Università La Sapienza di Roma - le protesi Pip arrivate e utilizzate in Italia sono all'incirca il 10-15% di quelle prodotte e utilizzate in Francia. Dunque, si stima che le Pip impiantate a donne in Italia siano circa 4-5.000". Il problema, avverte l'esperto, è che molte pazienti italiane "potrebbero non essere a conoscenza del tipo di protesi che è stata loro impiantata, e dunque potrebbero non sapere di avere un impianto Pip". Questo perché, spiega Basoccu, "queste protesi, dal costo contenuto, é probabile siano state utilizzate specie in strutture non altamente qualificate o ambulatori chirurgici che non rilasciavano cartelle cliniche. La difficoltà oggi potrebbe dunque essere quella di riuscire a risalire a tutte le donne che hanno avuto tali impianti".

Il consiglio del dott Tripoli: Intanto, evitare gli allarmismi. I chirurghi plastici italiani hanno un'estrema attenzione nello scegliere il tipo di protesi da impiantare, ricercando quelle con caratteristiche qualitative più alte in assoluto (e per questo anche le più costose)  a garanzia di un risultato sicuro e duraturo nel tempo. La protesi PIP non è stata molto utilizzata in Italia, perchè già ritenuta di bassa qualità al momento della sua entrata in commercio. Tuttavia non è possibile generalizzare, quindi il consiglio è: Tutte le donne con protesi al seno che non conoscono quale tipo di protesi sia stata loro impiantata o che hanno il sospetto che sia stata utilizzata una protesi di bassa qualità, è bene che si rivolgano al chirurgo che ha eseguito l'impianto chiedendo informazioni o, se ciò non é possibile, che facciano delle indagini di controllo.

 

 

FOOT FILLER, il filler per il "mal di tacchi"


Prima negli Stati Uniti, adesso in tutto il mondo, sta diffondendosi la pratica del "filler foot", cioè le iniezioni di acido ialuronico nei talloni per curare uno dei dolori più diffusi ed invalidanti,  la metatarsalgia o "mal di tacchi",  generalmente provocato dalla compressione del nervo plantare digitale o da condizioni di sovraccarico in presenza di avampiede rotondo e convesso, in particolare l'abitudine di portare tacchi alti, promuove un carico eccessivo sulla porzione anteriore del piede piuttosto che sul tallone, e può pertanto scatenare metatarsalgie molto fastidiose. La metodica del foot filler è ambulatoriale, non chirurgica e si fonda sul concetto di "rinforzare" la pianta del piede con una bolla di gelatina biocompatibile, molto densa e compatta, che va a protezione del metatarso.  La terapia non richiede anestesia preliminare, ma può essere comunque eseguita una desensibilizzazione dell'area interessata, previa applicazione di compressa refrigerata.

Il trattamento può essere effettuato su uno solo od entrambi i piedi, non richiede immobilizzazione ed il paziente può subito tornare a svolgere tutte le attività quotidiane. Il sollievo dal dolore è immediato, ed anche pazienti che non riuscivano più ad appoggiare i piedi a terra per l'intenso dolore, vengono da subito riabilitati alla stazione eretta ed alla deambulazione. Da ricerche condotte in letteratura si è scoperto che l'iniezione del proprio grasso, metodica chiamata del "lipofilling" garantirebbe risultati più duraturi e significativi rispetto alla iniezione dell'acido ialuronico.

Ok al botox per le rughe frontali

Ok al botox per le rughe frontali - Dott. Massimiliano Tripoli

L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha approvato l’utilizzo della Tossina Botulinica Bocouture per le rughe frontali. La tossina botulinica si conferma così un farmaco sicuro, a patto ovviamente che sia usato in modo corretto e nelle sedi appropriate da un medico preparato e competente.

Pollice a scatto

Pollice a scatto - Dott. Massimiliano Tripoli

Chirurgia del pollice a scatto in 5 minuti

Chirurgia del tunnel carpale in 5 minuti

Chirurgia del tunnel carpale in 5 minuti - Dott. Massimiliano Tripoli

La collagenasi per la Malattia di Dupuytren

La collagenasi per la Malattia di Dupuytren - Dott. Massimiliano Tripoli

Brema 2012, Annual meeting in Plastic Surgery

Brema 2012, Annual meeting in Plastic Surgery - Dott. Massimiliano Tripoli

Cina, 2011

Cina, 2011 - Dott. Massimiliano Tripoli

Dupuytren's International Symposium, Miami 2010

Dupuytren's International Symposium, Miami 2010 - Dott. Massimiliano Tripoli

Intervista

Intervista - Dott. Massimiliano Tripoli

Intervista 2

Intervista 2 - Dott. Massimiliano Tripoli

Chirurgia del tunnel carpale in 5 minuti

Chirurgia del tunnel carpale in 5 minuti - Dott. Massimiliano Tripoli

Dott. Massimiliano Tripoli

Dott. Massimiliano Tripoli

Dott. Massimiliano Tripoli

Dott. Massimiliano Tripoli

Palermotoday news

Palermotoday news - Dott. Massimiliano Tripoli

Collagenasi, malattia di Dupuytren

Dott. Massimiliano Tripoli

dott. Massimiliano Tripoli, Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico di PalermoVia del Vespro 129Tel: 091-6551111matripoli@yahoo.it